Lug 012022
 

Missionari di pace in Cristo. L’amore di Dio non ha confini e accoglie i suoi figli come una madre, li nutre e li sostiene. È questo messaggio universale che il missionario deve portare con umiltà e obbedienza, trovando nell’annuncio del Regno la propria gioia, avendo come unica ricompensa il proprio sapersi custodito dal Padre.

Commento di DON MARIO ALBERTINI

 Nelle notti d’inverno, se il cielo è sereno si può  ammirare la splendida costellazione di Orione, nella  quale, con un po’ di fantasia poetica, si vede come una  grande T. Santa Teresina diceva: ecco, il mio nome  (Teresa) è scritto lassù! Non è in questo senso che Gesù dice ai suoi discepoli:  Rallegratevi, i vostri nomi sono scritti nei cieli: non nelle  costellazioni e neppure in registri anagrafici tenuti da  angeli. C’è la mente e il cuore di Dio che ci conosce e ci  vuole bene, e questo è il motivo per cui Gesù dice:  Rallegratevi!

 Lasciamo scendere nel cuore le parole di Gesù: “i vostri  nomi sono scritti nei cieli”, con la certezza che Dio pensa  a te, si occupa di te, si fida di te. In una parola: che Dio ti  vuole davvero bene. 

 Talvolta dubitiamo dell’amore di Dio: ci sono cose che  vanno storte, cose che fanno male a noi o a persone care,  disordine e ingiustizia, egoismi, innocenti che soffrono e  imbroglioni che prosperano… Eppure il nome di ciascuno  è conosciuto da Dio, non siamo dimenticati da lui. Anche  se non comprendiamo, nonostante tutto crediamo al suo  amore! 

 Mi sono soffermato sull’ultima frase del brano  evangelico, e penso di aver sottolineato una cosa bella e  importante. Ma anche il resto è importante.  Andate, ecco io vi mando… Qualcuno penserà: Gesù sta  parlando dei missionari, dei preti. Si e no. Certamente  parla dei preti, e come prete io sento il dovere di  coscienza di confrontarmi con questa pagina in cui si  parla di povertà, di libertà interiore, di pazienza, di generosità… E mi accorgo che devo modificare parecchie  cose. 

 Ma Gesù si rivolge a tutti, e chiede a tutti di pregare  perché ci siano, per la sua messe, operai numerosi e  validi, perché la collaborazione mia da prete e la vostra di  laici, all’opera di Dio, è essenziale: la storia la guida Dio,  ma la facciamo noi! 

 A tutti poi Gesù chiede di accogliere, ascoltare, mettere  in pratica il vangelo, e diventarne testimoni. 

 E c’è l’esortazione: Andate come agnelli in mezzo ai  lupi. In un mondo in cui per sistema si usa la forza, la  violenza, l’imposizione delle proprie idee e del proprio  interesse, andare disarmati e nella semplicità a portare il  dono della pace, e la vittoria sul male e sul maligno. 

 C’è anche un’apparente piccola stranezza nelle parole  di Gesù: se vi accoglieranno, dite che il Regno di Dio è  vicino; se non vi accoglieranno, dite la stessa cosa: il  Regno di Dio è vicino. Ma non è una stranezza. Afferma  così che il Regno di Dio non dipende noi; che lo si voglia  o no, esso viene, ma avrà una duplice valenza: di giudizio  severo per chi lo rifiuta, di speranza e di gioia per chi lo  aspetta e lo accoglie. 

 L’annuncio della venuta del Regno (che nel Padre  Nostro invochiamo: venga il tuo Regno) è il messaggio  centrale di Gesù, costituisce la trama di tutta la sua  predicazione. Egli annuncia un mondo in cui Dio è  sovrano, e in cui noi dobbiamo riconoscere questa sua  sovranità, nella fede che Cristo è morto ed è risorto per  noi, noi, i cui nomi sono scritti lassù.

 

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