Set 152018
 

integrazione“Roma hai riunito popoli diversi in una sola patria”. A cantare queste parole nel De reditu su, fu un certo Claudio Rutilio Namaziano, per esaltare la grandezza dell’Urbe come unica patria di genti di ogni terra. Roma, d’altronde, aveva dovuto confrontarsi, nella complessità geopolitica di 2000 anni fa, con realtà etniche, culturali e politiche assai diverse tra loro. Un’accolita, dunque di identità e di alterità da integrare che l’Impero, a modo suo, aveva assimilato grazie agli strumenti giuridici di cui si era dotato nel tempo, ma possiamo identificare l’Impero Romano come un esempio vincente d’integrazione dei popoli? Se da una parte è vero che la cosiddetta “Pax Romana” era impositiva e di matrice militare, di fatto essa realizzò un’assimilazione dei barbari (“stranieri”) che si estese gradualmente, arrivando ad accettare che al trono imperiale salissero personaggi provenienti da quasi tutte le province dell’Impero.   Leggi tutto »

Set 082018
 

 papa-francesco-giubileo-ammalati-disabili-giugno-2016di G. Albanese – “Roma hai riunito popoli diversi in una sola patria”. A cantare queste parole nel De reditu su, fu un certo Claudio Rutilio Namaziano, per esaltare la grandezza dell’Urbe come unica patria di genti di ogni terra. Roma, d’altronde, aveva dovuto confrontarsi, nella complessità geopolitica di 2000 anni fa, con realtà etniche, culturali e politiche assai diverse tra loro. Un’accolita, dunque di identità e di alterità da integrare che l’Impero, a modo suo, aveva assimilato grazie agli strumenti giuridici di cui si era dotato nel tempo, ma possiamo identificare l’Impero Romano come un esempio vincente d’integrazione dei popoli? Se da una parte è vero che la cosiddetta “Pax Romana” era impositiva e di matrice militare, di fatto essa realizzò un’assimilazione dei barbari (“stranieri”) che si estese gradualmente, arrivando ad accettare che al trono imperiale salissero personaggi provenienti da quasi tutte le province dell’Impero.   Leggi tutto »

Per la custodia del creato, I* settembre 2018: coltivare l’alleanza con la terra

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Set 012018
 

la-scuola«Finché durerà la terra, seme e mèsse, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte, non cesseranno» (Gen. 8, 22). Con queste parole la Scrittura indica nell’alternanza dei tempi e delle stagioni un segno di quella stabilità del reale, che è garantita dalla fedeltà di Dio. Il successivo capitolo di Genesi simboleggerà tale realtà con l’arcobaleno: «Dio disse: ‘Questo è il segno dell’alleanza, che io pongo tra me e voi e ogni essere vivente che è con voi, per tutte le generazioni future’» (Gen. 9, 12). L’arco nel cielo richiama il dono della terra come spazio abitabile: Dio promette un futuro in cui l’umanità e gli altri viventi possano fiorire nella pace.

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Papa Francesco: “Il cristiano deve vivere in maniera coerente, non può essere ipocrita”

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Ago 252018
 

volto-di-Gesù“Cari fratelli e sorelle e cari giovani italiani, buongiorno Nella seconda Lettura di oggi, San Paolo ci rivolge un pressante invito: “Non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, con il quale foste segnati per il giorno della redenzione” (Ef4,30)

Ma io mi domando: come si rattrista lo Spirito Santo? Tutti lo abbiamo ricevuto nel Battesimo e nella Cresima, quindi, per non rattristare lo Spirito Santo, è necessario vivere in maniera coerente con le promesse del Battesimo, rinnovate nella Cresima. In maniera coerente, non con ipocrisia: non dimenticatevi di questo. Il cristiano non può essere ipocrita: deve vivere in maniera coerente. Le promesse del Battesimo hanno due aspetti: rinuncia al male e adesione al bene. Leggi tutto »

Papa Francesco: “non basta fare il male, bisogna fare il bene”

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Ago 182018
 

papa-francesco-731x1024(G. Cardinale, Roma) – <<Ricordate questo: ‘E’ buono non fare  il male, ma è “malo” (cattivo, ndr) non fare il bene’. Questo lo diceva san Alberto Hurtado>>. Papa Francesco lo scandisce più volte, e lo fa ripetere alle decina di migliaia di ragazze e ragazzi assiepati in Piazza San Pietro e lungo via della Conciliazione. Siamo alla chiusura della festosa due giorni che ha richiamato a Roma giovani provenienti da 195 diocesi italiane. A loro conferisce anche il mandato missionario, dopo aver benedetto i doni che porteranno alla Gmg di Panama del prossimo gennaio: il Crocifisso di San Damiano e la Statua della Madonna di Loreto. A loro affida indicazioni forti, impegnative: “Rinunciare al male significa dire ‘no’ alle tentazioni, al peccato, a Satana. Più in concreto significa dire ‘no’ a una cultura della morte, che si manifesta nella fuga dal reale verso una felicità falsa che si esprime nella menzogna, nella truffa, nell’ingiustizia, nel disprezzo dell’altro. A tutto questo, ‘no’!”, perché “il cristiano non deve essere ipocrita, deve vivere in maniera coerente”. Leggi tutto »