Feb 162019
 

fotosearch_k1703685(G.C. Bregantini)  – Siamo di fronte a una terza guerra mondiale, spezzettata in diversi continenti. Ecco perché riflettere, oggi, sulla pace è sempre più necessario. Ho vissuto un’esperienza commovente, nella notte di Capodanno, per iniziare l’anno nuovo nel segno della pace. Abbiamo scelto di metterci sotto la grande campana della pace di Rovereto, realizzata con il bronzo fuso dei cannoni delle nazioni partecipanti alla prima guerra mondiale. Una sede più eloquente di altre, per far memoria, nella preghiera, della fine di quella inutile strage. Milioni di morti, che non produssero, poi, nemmeno una nuova coscienza di pace. Anzi! Le durissime condizioni poste nell’armistizio, specie contro la Germania, furono i bacilli che produssero il veleno per la seconda guerra mondiale, a soli vent’anni di distanza. Un secolo di guerre.

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Feb 092019
 

papa-francesco-731x1024“Se uno dice ‘io amo Dio’ e odia suo fratello, è un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede”. E’ da questo passo della prima Lettera di Giovanni che si è snodata l’omelia del Papa.nella messa celebrata a Casa Santa Marta.

“Lo spirito del mondo è bugiardo”, ha detto Bergoglio, “è uno spirito di apparenze, senza consistenza, non è veritiero” mentre lo è “lo Spirito di Dio”. “A carnevale – ha ricordato il Pontefice – c’è la tradizione di offrire come dolci le crèpes, voi tutti le conoscete, ci sono alcune, in dialetto, che si chiamano ‘le bugie’. Queste “sono rotonde” ma non consistenti, “piene di aria”. E anche “lo spirito del mondo è così, pieno di aria” e quindi “si sgonfierà”, anche se nel frattempo “lotta” e “inganna”, perché “è lo spirito della menzogna, è il figlio del padre della menzogna”. Inoltre “lo spirito del mondo è uno spirito di divisione e quando si immischia nella famiglia, nella comunità, nella società sempre crea delle divisioni: sempre. E le divisioni crescono e viene l’odio e la guerra”. Leggi tutto »

Diciamo: “Padre nostro” ma nel cuore è “Papà ” – II^ parte

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Feb 022019
 

papa-francesco-731x1024Il “Padre nostro” prende senso e colore se impariamo a pregarlo dopo aver letto, per esempio, la parabola del padre misericordioso, nel capitolo 15° di Luca. Immaginiamo questa preghiera pronunciata dal figlio prodigo, dopo aver sperimentato l’abbraccio di suo padre che lo aveva atteso a lungo, un padre che non ricorda le parole offensive che lui gli aveva detto, un padre che adesso gli fa capire semplicemente quanto gli sia mancato. Allora scopriamo come quelle parole prendono vita, prendono forza. E ci chiediamo: è mai possibile che Tu, o Dio, conosca solo amore? Tu non conosci l’odio? No – risponderebbe Dio – io conosco solo amore.  Dov’è in Te la vendetta, la pretesa di giustizia, la rabbia per il tuo onore ferito? E Dio risponderebbe: Io conosco solo amore. Leggi tutto »

Diciamo: “Padre nostro” ma nel cuore è “Papà ” – I^ parte

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Gen 252019
 

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Catechesi sul “Padre nostro” di Papa Francesco

Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Proseguendo le catechesi sul “Padre nostro”, partiamo dall’osservazione che, nel Nuovo Testamento, la preghiera sembra voler arrivare all’essenziale, fino a concentrarsi in una sola parola: “Abbà, Padre. Abbiamo ascoltato ciò che scrive San Paolo nella Lettera ai Romani: “Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: “Abbà! Padre!”. E ai Galati l’Apostolo dice: “E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: “Abbà! Padre!”. Leggi tutto »

IL SOGNO DI DIO (di Ermes Ronchi)

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Gen 182019
 

Fotosearch_k3196664Una delle battaglie da fare, oggi, è quella che ribadisce la centralità della domenica, libera dal lavoro. “E’ una questione che non riguarda solo i credenti, ma interessa tutti, come scelta etica”: così impostava il problema, già 4 anni fa, papa Francesco, nella sua visita pastorale al Molise, il 5 luglio 2014. E proseguiva, rivolgendosi ai giovani: “La domanda è: a chi vogliamo dare priorità? La domenica libera dal lavoro – eccettuati i servizi necessari – sta ad affermare che la priorità non è all’economico, ma all’umano, al gratuito, alle relazioni non commerciali ma famigliari, amicali, per i credenti, alla relazione con Dio e con le comunità”. Concludeva, poi, con una domanda che attraversa l’attuale vivace dibattito: “Forse è giunto il momento di domandarsi se quella di lavorare alla domenica è una vera libertà!” Leggi tutto »