Mag 252020
 

donmarioalbertiniIo sono con voi tutti i giorni. La festa dell’Ascensione di Gesù è l’altra faccia della risurrezione: Gesù non ci abbandona a noi stessi e tantomeno ad un cieco destino. La sua presenza, a cui abbiamo accesso nei segni del suo “mistero”, segni sacramentali e segni della storia, diventa per noi anche origine di una missione in suo nome.

Commento di don Mario 

Sono molto sbrigativi, gli angeli. I discepoli sono imbambolati a guardare per aria, quando si sentono dire: dovevate aspettarvelo, lui ve l’aveva detto che sarebbe salito al cielo, quindi non perdete tempo, andate a mettere in pratica quello che vi ha insegnato e comandato. Svegliatevi, andate. L’ascensione di Gesù è oggetto della nostra fede; lo affermeremo tra poco dicendo :”Credo in Gesù Cristo, che è salito al cielo, siede alla destra del Padre” – e sappiamo che la Messa è sempre “il memoriale di Gesù morto per la nostra salvezza, gloriosamente risorto e asceso al cielo”. Quello che chiamiamo “mistero pasquale” comprende morte, risurrezione e ascensione di Gesù. L’ascensione è l’evento che completa la risurrezione.  Leggi tutto »

IV ^ domenica di PASQUA

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Mag 022020
 

donmarioalbertiniIo sono la porta della salvezza. L’immagine del pastore, che Gesù applica a se stesso, ci conduce a guardare a lui come guida. È un’immagine di tenerezza e di attenzione, attraverso la quale intravediamo la nostra destinazione, ossia la salvezza che ci viene offerta in dono
Commento di don Mario Albertini
  Strano paragone, questo della porta. Quando Gesù dice: io sono la luce del mondo, o io sono il pane di vita – capisco che sono definizioni che pongono di fronte al mistero della sua persona. E anche quando dice di essere il guardiano dell’ovile, l’unico che può aprire la porta, capisco abbastanza questo paragone. Leggi tutto »

DOMENICA III^ DI PASQUA – Marcello Semeraro, Vescovo di Albano

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Apr 272020
 

ascensioneIl racconto di Emmaus: J. Guitton annotava: «se fosse necessario dare tutto il vangelo per una sola scena, in cui esso sia interamente riassunto, non esiterei a designare i discepoli di Emmaus» (Gesù, Marietti, Torino 1964, 301). Un racconto umano-divino, direi, poiché in esso si narra tutto l’umano con le sue emozioni e i suoi sentimenti, le sue ricerche e i suoi errori, delusioni e speranze, anche quelle fallite. Nei due che vanno per strada c’è, insomma, l’homo viator di sempre. Ma quei due, a dirla tutta, sono uomini in fuga dalla loro storia, in dimissione da tutto ciò che fino allora aveva dato senso alla propria vita. «Alcune donne, delle nostre – dicono – ci hanno sconvolti … sono venute a dirci di aver avuto una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Leggi tutto »

DOMENICA II^ DI PASQUA – Marcello Semeraro, Vescovo di Albano

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Apr 182020
 

ascensione

Toccava l’uomo, confessava Dio  . «Otto giorni dopo»: comincia così la seconda parte del racconto evangelico e comincia pure una forma nuova di calcolare il tempo; un computo che non corre più verso il settimo, come nella prima creazione, bensì verso l’ottavo giorno che significa la nuova creazione inaugurata con la risurrezione di Cristo e che per noi cristiani è diventato «il primo di tutti i giorni, la prima di tutte le feste, il giorno del Signore» (CCC n. 2174). Di questo primo ottavo giorno ci è stato trasmesso un dialogo, quello tra Gesù e Tommaso, un apostolo che per qualcuno è il tipo dell’uomo che dubita. Ma cosa vuol dire essere dubbioso? Letteralmente s’intende un essere tentennante, ondeggiante.

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DOMENICA DI RESURREZIONE DEL SIGNORE: RINASCERE

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Apr 112020
 

fotosearch_k4066067La nostra vita conosce molti inverni. Ma sempre Dio si affaccia sul mondo perché il suo amore non viene mai meno. E’ questo che tiene insieme ogni cosa. Non si può trattenere la primavera. C’è un momento in cui la vita viene custodita da una apparente ma operosa immobilità che è l’inverno. E’ una vita segreta che al momento giusto vediamo manifestarsi, quando le gemme si distendono in piccole foglie perfette. Questa vita della natura, Gesù ce la descrive nel Vangelo: ” osservate come crescono i gigli del campo “….. Qualche verso sotto troviamo una seconda esortazione: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia…..” Questa espressione poi, ci ricorda un’altra affermazione presente in Geremia: “A te farò dono della vita…” Dio irrompe sulla faccia della terra, nasce, vive a Nazareth, predica, muore e risorge…..L’amore di Dio non si ferma, non si ritira è questo che tiene insieme il mondo. Ma noi non siamo autorizzati a nessuna passività, ad un attendere che tutto capiti. Leggi tutto »