Ott 242020
 

I santi, compimento della promessa di Dio. La liturgia della Parola pone al centro il Cristo come modello e fondamento della santità. I santi conformano la propria vita a Cristo, «l’Agnello», e danno compimento alla promessa salvifica delle beatitudini.

Commento di don Mario Albertini

Perché i nostri antenati hanno riempito le pareti delle chiese con affreschi e quadri che rappresentano non solo Gesù e la Madonna, ma anche molti Santi?  Perché li volevano vicini, li volevano partecipi delle loro vicende, e li sentivano teneramente fratelli. Anche noi dovremmo sentirli così. Quando si entra in una chiesa così affrescata, dopo un saluto a Gesù nel tabernacolo, a Gesù in croce, dovremmo girare lo sguardo su quelle immagini, e sentirci in familiarità con i santi. Una familiarità che già ora possiamo vivere nella preghiera, e che si esprimerà con pienezza quando ci sarà dato di incontrali nel paradiso. Leggi tutto »

Ott 242020
 

L’amore, origine e compimento della Legge. Seguire l’esempio del Signore è la strada maestra per testimoniare al mondo l’amore di Dio nei confronti del suo popolo. Dalla legge sinaitica al «comandamento nuovo» di Gesù, il fil rouge è il medesimo: nell’amore del prossimo si riflette l’amore di Dio e dall’amore di Dio nasce l’amore per il prossimo.

Commento di don Mario Albertini

Sui lati delle strade di montagna, quando c’è la neve, sono infissi dei paletti colorati di giallo; sull’autostrada da una parte e dall’altra della carreggiata c’è il gardrail. Paletti e gardrail che funzione hanno? stanno lì per dirti: questi sono i confini, se esci, finisce male. Ebbene: avete presente i 10 comandamenti? 8 su 10 sono espressi in forma negativa: Non rubare; non uccidere; non dire il falso; non avere cupidigia… Con questo: no, no, no – i comandamenti indicano cosa si deve evitare per non uscire dalla relazione con Dio.  Leggi tutto »

Ott 172020
 

Vivere nel mondo al cospetto di Dio. Il cristiano sa che la fede non è un affare privato: l’impegno sociale e politico non è separato dalla relazione con Dio. Al contrario, è necessario rimettere sempre al centro il Signore, quale custode della storia, per garantire un vivere sociale giusto e realmente umano.

Commento di don Mario Albertini

La questione fiscale non è di attualità solo oggi, lo era anche ai tempi di Gesù, quando la gente era doppiamente malcontenta: prima perché doveva pagare le tasse, poi  perché le entrate finivano a Roma. Ma quelli che pongono la domanda a Gesù (“è lecito o no pagare le tasse a Cesare?”) lo fanno con l’intenzione di tendergli un tranello: se dice di no (pensano), lo denunciamo all’autorità romana; se dice di si, lo presentiamo al popolo come un collaborazionista degli occupanti. Leggi tutto »

XXVIII^ DOMENICA ORDINARIA

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Ott 102020
 

Invitati degni del banchetto di Dio. La profezia di Isaia ci apre le porte sul banchetto festante che Dio prepara per ciascuno di noi, segno di salvezza e di unità per tutti i popoli. La parabola di Gesù, d’altra parte, ci ricorda che l’invito al banchetto chiede un impegno personale di conversione, per essere “degni” del dono ricevuto.

Commento di don Mario Albertini

L’immagine del pranzo di nozze è frequente nella Bibbia (v. prima lettura), e Gesù la riprende nella sua parabola. Ma in che cosa consiste? Certo il primo significato è quello del regno dei cieli, del paradiso. Ma potremo anche interpretare come invito a far parte della Chiesa, che è la famiglia di Dio; oppure anche alla comunione eucaristica. Ma nella sua verità ultima, che racchiude le interpretazioni date, il banchetto nuziale è simbolo dell’intimità con Dio, a cui Dio stesso ci chiama. Essere suoi commensali significa partecipare alla sua gioia, infatti il pranzo di nozze richiama subito l’idea della gioia. E che nella parabola si parli delle nozze del Figlio sta a dire che questa partecipazione e questa gioia vengono da Gesù; è l’incontro con Gesù che apre all’intimità con Dio. E intimità con Dio vuol dire accogliere il suo amore, e corrispondere. Leggi tutto »

XXVII^ DOMENICA ORDINARIA

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Ott 032020
 

 Custodi di un dono affinché porti frutto. Il popolo d’Israele è la vigna del Signore (Is 5), ma non ha portato i frutti sperati. La Chiesa, nuovo popolo d’Israele, deve farsi carico di questo dono d’amore, che trova in Gesù il proprio compimento, e portare i frutti sperati.

Commento di don Mario Albertini

   Anche Dio ha le sue delusioni. Adamo ed Eva sono stati i primi e deluderlo, ma poi lungo la storia quanti altri. La parabola evangelica è una sintesi della storia delle delusioni di Dio a motivo delle infedeltà del popolo da lui scelto, che non ascolta i suoi inviati, i profeti, e li maltratta e li uccide, e alla fine ucciderà anche il figlio, cioè Gesù stesso. Storia delle delusioni di Dio anche a motivo delle infedeltà, del rifiuto, dell’indifferenza di tanti, pure da parte nostra.  Leggi tutto »