PER PURA FEDE E FRATERNITA’

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Mar 202021
 

Il viaggio di papa Francesco in Iraq può essere letto sotto diversi profili. Dal mio punto di vista, il primo orizzonte da cui guardare ai giorni iracheni del Papa è quello della fede.

 Corrado Lorefice,  Arcivescovo di Palermo

Il viaggio di papa Francesco in Iraq può essere letto sotto diversi profili. Si è detto che si tratta di un viaggio storico, ed è certamente vero, ma si rischia di non capirlo fino in fondo se si dà all’aggettivo “storico” un senso superficialmente mediatico. Voglio dire che, almeno dal mio punto di vista, il primo orizzonte da cui guardare ai giorni iracheni del Papa è quello della fede. Leggi tutto »

V^ DOMENICA QUARESIMA

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Mar 202021
 

Nel dono di Gesù si compie l’alleanza. Gesù, colui che dev’essere «innalzato da terra» e morire, come il chicco di grano, per portare il frutto del perdono, porta a compimento l’alleanza promessa da Dio, affinché tutti possiamo conoscere l’amore del Signore.

Commento di don Mario Albertini

Quell’uomo sfigurato pendente da una croce è  veramente il Figlio di Dio. Quando entriamo in una chiesa,  non come turisti ma da credenti, lo sguardo e la mente e il  cuore sono attirati, oltre che dal tabernacolo, anche dal  Crocifisso: nel primo adoriamo la presenza sacramentale di  Gesù, il secondo suscita in noi un atto interiore di umiltà e di  riconoscenza perché crediamo che è morto per noi. Così  diamo conferma a quello che lui ha predetto: “Quando sarò  innalzato da terra, attirerò tutti a me”. Elevato sulla croce,  Gesù è il centro di attrazione della nostra fede.  Leggi tutto »

VI^ DOMENICA del tempo ordinario

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Feb 132021
 


 Il Signore «vuole» purificarci. La vita di ciascuno è segnata da difficoltà e momenti di smarrimento, in cui ci allontaniamo dal Signore e preferiamo aderire al “male” che ci circonda. È questa la «lebbra» da cui solo la fede in Gesù Cristo può liberarci e risanare le nostre relazioni con gli altri.

Commento di don Mario Albertini

Negli atteggiamenti di Gesù c’è una strana  contraddizione tra prima e dopo il miracolo: quando il  lebbroso, che tutti sfuggono, si presenta, Gesù “ne ebbe  compassione”; ma subito dopo “lo cacciò via subito”. E’ detto proprio così; lo cacciò.  L’evangelista non spiega; penso che sia perché prima quel tizio si presenta nell’umiltà di chi chiede, e poi forse  pretende di essere ammesso subito tra gli apostoli. In altre  parole: chi è umile, Gesù lo accoglie; chi ha delle pretese,  lo allontana. Vale la pena pensare a come noi ci  presentiamo a Dio, forse anche noi con delle pretese.  Leggi tutto »

ESSERE COME BENINO (CHE VIGILA E SOGNA)

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Dic 262020
 

“Natale in casa Cupiello” mi fa ricordare che, oltre alle normali statuine, nel presepe napoletano c’è Benino, il pastorello che dorme. E’ il guardiano delle pecore.

Il Natale.

Mascherine, distanziamento, restrizioni di orario, divieto dei cenoni: tutto ciò però non tocca la bella tradizione, che proprio l’anno scorso ci ricordava papa Francesco con la Lettera Admirabile Signum , “di preparare il presepe nelle nostre famiglie”. Proprio in queste circostanze il presepe mi pare un segno di grandissima speranza. Ripenso a “Natale in casa Cupiello”. Scritta nel 1931, anche quello un periodo difficilissimo per il nostro Paese, l’opera di Eduardo De Filippo vede il cuore buono del padre resistere abbarbicato al presepe e campeggiare eroico in mezzo a inganni, povertà, tradimenti, ripudii, guerra e profittatori. Leggi tutto »

SANTA FAMIGLIA

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Dic 262020
 

Un’accoglienza gradita a Dio. L’accoglienza ospitale di Abramo e Sara, cui Dio risponde donando loro la promessa del figlio Isacco, è anticipazione della Santa Famiglia di Nazareth, Maria e Giuseppe, luogo ospitale per il dono definitivo di sé da parte di Dio nel Figlio fatto uomo.

Commento di don Mario Albertini

Nei giorni, che seguono la festa della Natività di  Gesù, la liturgia ci presenta le reazioni delle persone che  si sono trovate di fronte a quel Bambino e ne hanno  intravisto il mistero: Maria e Giuseppe primi fra tutti, poi  i pastori, più tardi i Magi.  Oggi ad incontrare Gesù sono queste due anziane  persone, Simeone ed Anna, che avevano vissuto in  un’attesa sorretta dalla speranza, e il vangelo riferisce la  loro gioia. Sono il simbolo dell’umanità intera, che aveva  atteso (coscientemente o inconsciamente) la salvezza  preparata per tutti i popoli, la luce che avrebbe illuminato  le genti. Simeone ed Anna capiscono che la promessa  fatta da Dio ad Abramo, di cui si parla nelle prime due  letture della Messa, è ora mantenuta.  Leggi tutto »