Ott 012022
 

SIAMO UN

POPOLO

SOLO

Nessuno è straniero nella Chiesa, siamo un solo Popolo santo di Dio arricchito da tanti popoli! E la forza del nostro popolo sacerdotale e santo sta proprio nel fare della diversità una ricchezza attraverso la condivisione di ciò che siamo e di ciò che abbiamo». È l’ultimo giorno della sua permanenza in Kazakistan e papa Francesco non poteva mancare all’incontro con i vescovi, i sacerdoti, i religiosi e la piccola comunità cattolica di Nur Sultan. Nell’attesa del Papa in cattedrale, bambini di una famiglia composta da 18 figli adottivi suonano gli strumenti antichi della “Terra dei Cosacchi”. Leggi tutto »

Ott 012022
 

La fede, vera certezza del credente. La fede come affidamento a Dio, a colui che fa vivere il giusto e tiene conto del male commesso, si accresce nel vivere questa relazione, nell’essere discepoli, non ricercando un’ulteriore ricompensa al di fuori della gioia stessa di essere al servizio per il Regno.

Commento di don MARIO ALBERTINI

Ma siamo proprio inutili? No, Dio ha bisogno di noi, ha voluto aver bisogno di noi affidandoci il compito di gestire bene e con responsabilità le nostre attività e i rapporti vicendevoli. Servi inutili: la frase suona dura, ma esprime questo dato di fatto: di fronte a Dio non abbiamo diritti da rivendicare, perché tutto proviene dalla sua bontà, anche quel poco di bene che riusciamo a fare. In parole povere: non devo dire: sono stato bravo e buono, quindi tu, o Dio, mi devi ricompensare – ma dire: mi impegno a essere bravo e buono perché tu mi vuoi bene, e desidero che tu mi voglia sempre bene…. Leggi tutto »

Set 242022
 

Vivere la fede è aprirsi agli altri. La professione della propria fede è sterile se non si volge all’atto pratico, se non diventa una vita aperta e ospitale verso il prossimo. La fede vissuta apre gli occhi alle esigenze e alle necessità di chi ci sta attorno e chiama ad agire a immagine di Gesù.

Commento di DON MARIO ALBERTINI

Allora “c’era un ricco e c’era un povero”, ma oggi “ci sono tanti ricchi (e dobbiamo sentirci così anche noi!), che non si accorgono dei tanti poveri sempre più poveri che stanno alla porta.” Qual è il vero peccato del ricco della parabola? non di essere ricco, ma di non accorgersi del mendicante, di non fare attenzione a chi si attende un aiuto, di non riconoscere come fratello quel povero, insomma: di pensare solo a se stesso. Leggi tutto »

 Permalink  Spiritualità, Unione Sacerdotale  Commenti disabilitati su
Ago 062022
 

LA VERA

AUTOREVOLEZZA

SA CAMBIARE

IL CUORE

Ci sono persone autoritarie, e persone autorevoli. Non sono la stessa cosa. Le prime fondano le loro relazioni sulle norme, sulle convenzioni, sul rispetto assoluto delle regole. Chi sgarra è fuori. Di persone autoritarie ce ne sono tante, li conosciamo tutti, soprattutto in politica. Sono quelli che “c’è un nuovo sceriffo in città”, quelli che “adesso la ricreazione è finita”, quelli che arrivano a farsi le leggi su misura perché l’importante è il controllo su tutti, che agitano e alimentano spauracchi e minacce. Hanno molti seguaci, queste persone, gente che rinuncia volentieri a pensare in nome del quieto vivere, che delega alle norme, alle convenzioni, la propria vita, che non ama le responsabilità. L’autoritarismo è l’alimento per il populismo: e da qui, storicamente, nascono le dittature.  Leggi tutto »

XIV^ DOMENICA ORDINARIA

 Unione Sacerdotale  Commenti disabilitati su XIV^ DOMENICA ORDINARIA
Lug 012022
 

Missionari di pace in Cristo. L’amore di Dio non ha confini e accoglie i suoi figli come una madre, li nutre e li sostiene. È questo messaggio universale che il missionario deve portare con umiltà e obbedienza, trovando nell’annuncio del Regno la propria gioia, avendo come unica ricompensa il proprio sapersi custodito dal Padre.

Commento di DON MARIO ALBERTINI

 Nelle notti d’inverno, se il cielo è sereno si può  ammirare la splendida costellazione di Orione, nella  quale, con un po’ di fantasia poetica, si vede come una  grande T. Santa Teresina diceva: ecco, il mio nome  (Teresa) è scritto lassù! Non è in questo senso che Gesù dice ai suoi discepoli:  Rallegratevi, i vostri nomi sono scritti nei cieli: non nelle  costellazioni e neppure in registri anagrafici tenuti da  angeli. C’è la mente e il cuore di Dio che ci conosce e ci  vuole bene, e questo è il motivo per cui Gesù dice:  Rallegratevi! Leggi tutto »