Ott 132018
 

donmarioalbertiniLa disponibilità, una prospettiva nuova. L’invito a chiedere e ad accogliere in noi la vera sapienza, che viene da Dio, può tradursi in una disponibilità concreta alla parola di Dio che apre alla nostra esistenza prospettive nuove nel comprendere noi stessi e nell’agire.

Commento di don Mario Albertini

Molto belle e facilmente comprensibili le prime due letture di oggi. Chiara ma difficile nello stesso tempo la pagina del vangelo. Per es. coma va intesa la frase: “E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio”? E quell’altra: “vendi quello che hai, dallo ai poveri, e seguimi”? San Francesco, ed altri santi l’hanno presa alla lettera, ma ci sono santi che non l’hanno intesa in questo modo letterale.

E allora? La seconda lettura afferma l’efficacia della Parola di Dio, che penetra nell’animo come un bisturi nella carne. Cioè quello che Dio dice attraverso i profeti e gli Apostoli e soprattutto con Gesù, non sono soltanto belle esortazioni e racconti edificanti, ma se accolti con disponibilità è un qualcosa che lavora dentro di noi, porta alla conoscenza di Dio e insegna quale deve essere il nostro rapporto con lui.

E il brano del vangelo è una di queste parole che scavano dentro. Gesù, a quel tale che gli si presenta e gli domanda cosa deve fare per raggiungere la perfezione morale nella sua vita, dice: lascia tutto, e segui me! Lasciare tutto è un gesto che richiede un coraggio, che il giovane in quel momento non ha, così che si tira indietro.

Certamente la proposta fatta a quel giovane è una chiamata speciale, che Gesù rivolgeva e rivolge a quanti propone di essere apostoli, e l’invito a dare via ogni cosa il Signore non lo faceva e non lo fa a tutti. Ma quello che domanda a tutti, e qui allora dobbiamo sentirci coinvolti, è di non essere schiavi delle ricchezze, e di cercare nella vita quello che veramente conta. Contano di più i soldi o l’onestà? i soldi o la giustizia, e l’amore fraterno, e la fiducia in Dio? Se la preferenza è per i soldi o comunque per i beni materiali o per la carriera o per che so io, non illudiamoci: non passeremo per quella ‘cruna d’ago’ che introduce nel regno di Dio. La prima lettura è sulla stessa linea del vangelo: quello che veramente conta è “lo spirito di sapienza”, da preferire al potere, alla ricchezza, alla salute, a tutto. Ma cos’è la sapienza di cui si parla lì? Il vocabolo sapienza ha la stessa origine del vocabolo sapore, ed è proprio il gusto delle cose di Dio, e quindi saper valutare tutto alla luce della sua parola.

L’aspirazione al bene è una voce divina che raggiunge tutti. Anche se troppo spesso viene soffocata; tuttavia non scompare mai del tutto. E’ la voce di Dio che invita al bene e sola può riempire il nostro cuore. E’ in questo senso che Gesù propone alla nostra libertà l’ideale di seguire lui. Nel voler bene e nel fare del bene.

 

Sorry, the comment form is closed at this time.