Apr 292017
 

Fotosearch_k1194745Raccogliamo il severo monito che papa Francesco ha lanciato con la sua intensa enciclica Laudato si’, che imposta in modo stupendo la necessità di una rinnovata coscienza in tutti gli abitanti della Terra.

Tutte le storie cominciano con un “C’era una volta”….un re che aveva una bellissima figlia in età da marito. Un giorno il sovrano comunicò ai sudditi  la data del matrimonio della principessa. In quell’anno, però, le vigne del regno avevano dato pochissima uva. Il vino si era fatto una rarità. Perciò il re – organizzata una grande festa – aveva chiesto a tutti gli ospiti di portare un fiasco di vino come dono di nozze. Lo avrebbero versato in una grande botte, posta proprio in mezzo al cortile del castello. Tutti accettarono, a parole. Ma con grande fatica, in cuor loro.  

Così quella mattina si vide una lunga fila di contadini, vestiti in abiti eleganti, avviarsi verso il castello, ciascuno col suo bel fiasco sottobraccio. Tutti ne versarono il contenuto nella grande botte ma, quando venne il momento di aprirla per dar inizio ai festeggiamenti, uscì soltanto acqua. Che cos’era successo? Niente di strano. Solo una grande paura reciproca. Perché ciascun contadino aveva detto tra sé: “Ma chi vuoi che si accorga se io verso un litro di acqua in quella grande botte? Nessuno, di certo!”. E così sarebbe andata, se ogni agricoltore avesse obbedito al preciso invito del re e non avesse percepito come un sacrificio il donare alla comunità quel vino così prezioso. Il danno fu di tutti e per tutti. Del resto, si riceve dalla comunità solo quello che alla comunità si dona. Se porto acqua, acqua raccolgo. Se dono vino, cioè valori, ideali, sacrificio, investimenti, allora raccolgo la pienezza della gioia, ben rappresentata dal vino della botte.

Il creato funziona allo stesso modo. Se lo amo e lo coltivo con misura, esso mi restituisce con abbondanza il dono che vi porto. E’ infatti la casa comune in cui ciascuno di noi vive e opera. Ma è una casa comune che richiede cura. Proprio come dice il sottotitolo dell’enciclica Laudato si’. La casa comune si fa mia solo se la sento “nostra. Il “nostro” viene prima del “mio, ma in quel nostro ritrovo anche il mio, centuplicato e arricchito. Per questo, il documento si chiude con un appello commovente: “Ci uniamo per farci carico di questa casa che ci è stata affidata, sapendo che ciò che di buono vi è in essa verrà assunto nella festa del cielo”.

Insieme con tutte le creature, camminiamo dunque su questa Terra, cercando Dio. Camminiamo cantando. E’ la festa a cui tutti siamo invitati, come nel famoso castello, per le nozze della figlia del re. Nessuno è escluso. Ma tutti siamo pregati di portare il nostro fiasco di vino. Senza barare, senza sconti, senza scuse. Sarà una festa per tutti, come a Cana, dove tutto viene trasformato in gioia vera. Un’ultima riflessione: nel mese  di settembre c’è la festa dell’addolorata (15 settembre): Colei che, come pianse con il cuore trafitto la morte di Gesù, ora ha compassione della sofferenza dei poveri crocifissi e delle creature di questo mondo sterminate dal potere umano. Ci insegni Maria ad aver cura vera di questa casa comune, nel dono di un fiasco di vino, fatto con gioia per preparare un futuro migliore, di giustizia, pace , amore e bellezza!Fotosearch_k1194745

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