XIII^ domenica del tempo ordinario

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Giu 302018
 

donmarioalbertiniDio ci ha resi figli della luce. Dio ha creato la vita e ci chiama continuamente alla vita: in questo sta l’amore di Dio per le sue creature, egli ci libera dall’innata paura delle tenebre, e questo è anche il fondamento della speranza in una vita che non muore.

Commento di don Mario Albertini

Gesù è stretto dalla gente: molti hanno sentito un uomo chiedergli di guarire la figlia dodicenne, molto grave, e lo accompagnano verso la casa dove abitava la ragazzina. Durante il tragitto avviene un fatto di cui pochi si accorgono: una donna, anche lei malata da molto tempo, riesce a toccargli appena appena le vesti. E Gesù tra i tanti che lo stringevano e spingevano riconosce che una persona, una sola persona, lo aveva toccato con fede – e le dice: sei salvata. Leggi tutto »

Natività di Giovanni Battista

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Giu 232018
 

(Commento di Padre H. Ronchi) – Il passaggio tra i due Testamenti è un tempo di silenzio: la parola, tolta al sacerdozio, volata via dal tempio, si sta intessendo nel ventre di due madri, Elisabetta e Maria. Dio scrive la sua storia dentro il calendario della vita, fuori dai recinti del sacro.

Zaccaria ha dubitato. Ha chiuso l’orecchio del cuore alla Parola di Dio, e da quel momento ha perso la parola. Non ha ascoltato, e ora non ha più niente da dire. Eppure i dubbi del vecchio sacerdote (i miei difetti e i miei dubbi) non fermano l’azione di Dio. Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio… e i vicini si rallegravano con la madre.

Il bambino, figlio del miracolo, nasce come lieta trasgressione, viene alla luce come parola felice, vertice di tutte le natività del mondo: ogni nascita è profezia, ogni bambino è profeta, portatore di una parola di Dio unica, pronunciata una volta sola.

Volevano chiamare il bambino con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma i figli non sono nostri, non appartengono alla famiglia, bensì alla loro vocazione, alla profezia che devono annunciare, all’umanità; non al passato, ma al futuro.

Il sacerdote tace ed è la madre, laica, a prendere la parola. Un rivoluzionario rovesciamento delle parti. Elisabetta ha saputo ascoltare e ha l’autorevolezza per parlare: «Si chiamerà Giovanni», che significa dono di Dio (nella cultura biblica dire ?nome? è come dire l’essenza della persona).

Elisabetta sa bene che l’identità del suo bambino è di essere dono, che la vita che sente fremere, che sentirà danzare, dentro di sé viene da Dio. Che i figli non sono nostri, vengono da Dio: caduti da una stella fra le braccia della madre, portano con sé lo scintillio dell’infinito. E questa è anche l’identità profonda di noi tutti: il nome di ogni bambino è ?dono perfetto?.

E domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse… Il padre interviene, lo scrive: dono di Dio è il suo nome, e la parola torna a fiorire nella sua gola. Nel loro vecchio cuore i genitori sentono che il piccolo appartiene ad una storia più grande. Che il segreto di tutti noi è oltre noi.

A Zaccaria si scioglie la lingua e benediceva Dio: la benedizione è un’energia di vita, una forza di crescita e di nascita che scende dall’alto e dilaga. Benedire è vivere la vita come un dono: la vita che mi hai ridato/ ora te la rendo/ nel canto (Turoldo).

Che sarà mai questo bambino? Grande domanda da ripetere, con venerazione, davanti al mistero di ogni culla. Cosa sarà, oltre ad essere vita che viene da altrove, oltre a un amore diventato visibile? Cosa porterà al mondo questo bambino, dono unico che Dio ci ha consegnato e che non si ripeterà mai più?

 

XI^ – Domenica del tempo ordinario

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Giu 172018
 

donmarioalbertiniIl pericolo dell’autosufficienza. L’uomo non si può salvare da sé. Il rischio dell’autosufficienza deriva dall’arroganza di bastare a sè stessi. A questo rischio che l’uomo moderno corre la fede cristiana contrappone la consapevolezza del limite e il bisogno di essere salvati: Gesù è salvezza da parte di Dio.

Commento di don Mario Albertini

L’esortazione alla fiducia, che ci viene fatta due volte nella seconda lettura, si può prendere come guida per l’accoglienza della Parola di Dio in questa domenica.  Infatti ci insegnano ad essere fiduciosi le due brevi parabole del vangelo. Nella prima un agricoltore deve arare il terreno, seminare, ripulire dalle erbacce, insomma fare quello che spetta a lui, ma la vita e la crescita del chicco di grano non dipendono da lui; che lui vegli o che si addormenti, la forza della natura è sempre in atto. Così per noi: abbiamo dei doveri da compiere, dei risultati da raggiungere, ma sul piano spirituale è efficace anche e soprattutto l’azione di Dio, e Dio è sempre all’opera: nell’universo tutto, e nell’intimo di ciascuno. Leggi tutto »

X^ Domenica del tempo ordinario

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Giu 092018
 

donmarioalbertiniDio è sorgente di ogni bene. Fin dalle sue ori- gini la vita è posta sotto la luce della bontà e della misericordia di Dio. Il vangelo oggi annunciato lo conferma: Gesù Cristo è il più forte che ha imprigionato Satana e liberato coloro che erano schiavi del peccato.

Commento di don Mario Albertini

Gesù ritorna spesso a insegnarci il valore dei vincoli spirituali; anche in queste ultime frasi parla del valore di essere in rapporto con lui mediante l’ascolto della sua parola e nel compimento della volontà del Padre; altre volte del valore del seguire lui. Leggi tutto »

SS. Corpo e Sangue di Cristo

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Giu 022018
 

Fotosearch_k0796399Il mistero del Corpo e del Sangue del Signore. Nel dono che Gesù fa di se stesso si rinnova l’alleanza tra Dio e il suo popolo. Nell’eucaristia egli si fa cibo e bevanda per nutrire la nostra vita, riempiendola del suo Spirito. Quale risposta egli chiede a noi fedeltà.

Commento di don Mario Albertini

Se il giovedì santo, il giorno della istituzione dell’Eucaristia, è il giorno dell’incontro intimo con Gesù, la solennità del Corpo e Sangue del Signore vuole essere il giorno della lode, della glorificazione. Leggi tutto »