Omelia di don Egidio Menon, nella Basilica di Monte Berico, in memoria di P. Gioacchino M. Rossetto
Di fronte alla Trinità, mistero di Amore senza limiti, l’atteggiamento nostro può essere solo contemplazione, adorazione, riconoscenza, nella consapevolezza della nostra povertà e della nostra incapacità a comprendere il mistero di Dio.
Infatti, non si tratta solo di una verità da credere, quanto piuttosto di una realtà da vivere. La prima lettura ci ha detto che la Trinità è il Signore che passa davanti ad ognuno di noi, come davanti a Mosé; è il Signore che cammina in mezzo a noi. Contemplando questa realtà di un Dio eterno che si fa vicino, P. Rossetto scriveva: “E’ un oceano immenso di bellezza, di luce, di amore. E noi siamo chiamati a tuffarci in tale oceano, a scoprire e vivere questo infinito amore”.
È proprio questo che la liturgia di questa sera e di domani ci invita a fare.
Infatti, se apriamo bene gli occhi ed il cuore, incontriamo la Trinità attorno a noi, in tutte le cose create. Il beato Paolo VI scriveva: “Questo mondo immenso, misterioso, magnifico, questo universo dalle mille forze, dalle mille leggi, dalle mille bellezze, dalle mille profondità… è un panorama incantevole. Pare prodigalità senza misura, poiché tutto è dono. Dentro la vita, in ogni frammento della natura, come nell’universo, sta la Sapienza. E ci sta l’Amore”.
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