La nostra preghiera sia un pane per tutti: la lezione spirituale di questi giorni amari e ricchi

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Mar 212020
 

madre_teresa“Quale futuro? Devi attendere pazientemente, nella preghiera e nella pace… ti consiglio di non pensare troppo al fatto di essere felice o meno… Non abbiamo alcun diritto di rifugiarci in una felicità che gran parte del mondo non può condividere”.

Chi è  l’autore di questa lettera e a chi è indirizzata lo diremo dopo. Per adesso vogliamo farne tesoro noi. Sono giorni, questi, in cui il futuro ci appare nebuloso, incerto; giorni in cui ci sentiamo confusi, spaesati. Eppure, chi ha confidenza col Vangelo sa che, a riguardo, Gesù, non ci ha mai ingannati, anche quando ci veniva difficile aderire ai suoi inviti, alle sue richieste, ai suoi comandi. Tutto è nelle mani del buon Dio. Mani affidabili più delle nostre, mani amorevoli oltre ogni dire. Mai nodose e tenere. “Solo in Dio riposa l’anima mia”. Un futuro, però, da attendere “pazientemente”. Non sempre la virtù della pazienza ha goduto buona fama, soprattutto nel nostro tempo. Leggi tutto »

GESÙ AL POZZO, E NOI CON LUI

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Mar 152020
 

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Sete di verità. Le bugie hanno le gambe corte, e a noi le bugie danno fastidio. Inventarle o raccontarle non ci rende poi così furbi. La verità ha tutto un’altro gusto., anche quando è difficile da trovare o da dire.

Anche se a volte facciamo fatica a scoprirla, abita in noi una grande sete di verità. Di essere persone vere, senza le maschere, senza la doppia faccia. E più cerchiamo la verità di noi, più ci viene voglia di cercare la verità degli altri, del mondo, di Dio. E  Gesù?

Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar e affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua.

Le dice Gesù: “Chiunque beve di quest’acqua  avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che ./..zampilla per la vita eterna”. “Signore – gli dice la donna -, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete. (…) Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna che testimoniava. “Mi ha detto tutto quello che ho fatto” (Gv 4). Leggi tutto »

Fermarsi e dire che siamo polvere

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Mar 072020
 

unnamedL’inizio della Quaresima, passato il Mercoledì della Ceneri, pone di fronte Dio e la sua creatura. Uomo miserabile e immenso.

Polvere e mistero. Quanta fretta! Si corre, ci si affanna, tante volte si fanno sgambetti, si creano trabocchetti, si saltano le file. Occorre a tutti i costi arrivare prima. Per andare dove, non sempre è dato sapere. Frenesie. Paura di fermarsi, riflettere, pensare? Non lo so. “Gli anni della nostra vita sono settanta, ottanta per i più robusti, ma passano presto e noi ci dileguiamo”, ammonisce la Bibbia. Che fare? “Insegnaci a contare i nostri giorni e arriveremo alla sapienza del cuore”, risponde la stessa Bibbia. Sottrazione, forse l’operazione più difficile da fare. La Santa Chiesa, a rischio di apparire vecchia, macabra, fuori moda, ci tende la mano. Ci richiama alla nostra verità. Fermati, uomo. Polvere sei, cioè poco più di niente. Sento già l’angoscia e le vertigini che avanzano. Leggi tutto »

XXVIII^ GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

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Feb 222020
 


APPUNTAMENTI 

Per la celebrazione di questa 28^ giornata mondiale del malato, l’Ufficio diocesano per la pastorale della salute propone:

Venerdì 28 febbraio – ore 20.30 auditorium G. Toniolo- incontro sul tema: “Ambiente: salute dell’uomo e del pianeta”

Sabato 29 febbraio – ore 15.00 aula magna campus San Giuseppe – via C. Cenedese 2,Vittorio Veneto – incontro riservato agli insegnanti e agli operatori sanitari con la prof.ssa Daniela Lucangeli, e il Dott. Ernesto Burgio sul tema: “La transizione epidemiologica del XX secolo: dalla genetica all’Epigenetica. Aspetti scientifici e problematiche educative”. 

 

CIÒ CHE I RIFUGIATI CI INSEGNANO

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Feb 152020
 

unnamedCaro Direttore, dall’invito che papa Francesco fece nel 2013 nella sua visita al Centro Astalli ad aprire i conventi per accogliere “la carne di Cristo che sono i rifugiati” è nato un progetto nuovo e innovativo chiamato “comunità di ospitalità” con cui si mette in atto un’accoglienza dei rifugiati. In questi anni, nella sola Roma, diverse centinaia di migranti forzati sono stati accolti da istituti religiosi maschili e femminili con modalità anche molto diverse tra loro, in sintonia con i diversi carismi e disponibilità delle strutture. Sono convinto che un primo “miracolo” fatto dai migranti è stato quello di far collaborare congregazioni diverse, farle incontrare, farle uscire dalla propria  autosufficienza e farle confrontare sul significato profondo della parola accoglienza. Il lavoro con i migranti è stato in questi anni un bell’esempio di collaborazione, di condivisione, di unità attorno al Cristo vivo oggi in mezzo a noi, soprattutto in questi nostri fratelli più fragili.
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