VI^ domenica del tempo ordinario

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Feb 152020
 

donmarioalbertiniCamminare col Signore è vivere nella gioia. Il Vangelo non ci propone un sistema di leggi morali, poiché Gesù fa leva sul cuore, indica come criterio soltanto l’amore. In tal modo egli restituisce la religiosità al suo senso più pieno e nuovo, che può essere fonte di vera gioia.

Commento di don Mario Albertini

E’ un brano molto complesso e abbastanza fuori della no­stra mentalità, quello del vangelo letto oggi. Per capirlo un po’ meglio, richiamo l’attenzione sulla prima lettura, che è presa da un libro dell’AT intitolato ‘il Siracide’ perché scritto da uno che si presenta come ‘figlio di Sirac’, da cui ‘Siracide’; il libro contiene delle profonde considerazioni sulla sapienza e sulla sua importanza nella vita. Leggi tutto »

V^ domenica del tempo ordinario

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Feb 082020
 

donmarioalbertiniSiamo luce e sale, preziosi e umili. Il Vangelo di Gesù parla della nostra preziosità: in lui e con lui siamo luce e sale per il mondo. Sempre che accogliamo l’invito: «Splenda la vostra luce davanti agli uomini»! 

Commento di don Mario Albertini

Nella prima lettura c’è una frase molto bella e confortante. Il profeta Isaia scrive che se tu fai del tuo meglio a vantaggio di chi è nella necessità, e invochi il Signore: “il Signore ti risponderà e dirà: Eccomi!”. Dio che dice ‘eccomi’, cioè sono qui con te, abbi fiducia. E se Dio è qui con me, cosa non saprò fare di bene? Rendiamoci convinti di questa verità, perché è proprio questa presenza, questa vicinanza di Dio che ci rende capaci di essere luce e sale, come dice Gesù nella pagina del vangelo ascoltata ora. Però qui Gesù parla anche di un sale che non dà sapore, di una luce che non illumina. Questo è assurdo, come se dicesse che il sale non è sale e la luce non è luce. Ma così egli ci fa capire che è altrettanto assurdo essere suoi discepoli e nello stesso tempo non dare gusto e luce alla propria vita, alla propria attività, non essere testimoni della propria fede. E’ assurdo ritenersi membri della sua comunità, cioè suoi discepoli, ma esserlo solo di nome, non di fatto. E si è sale e luce, precisa ancora il Signore, se si compiono opere buone: “vedano le vostre opere buone”.  Leggi tutto »

DOMENICA – PRESENTAZIONE DEL SIGNORE

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Feb 012020
 

cero_pasquale_1LA FEDE …  VEDE

Cristo salvatore, luce e gloria dell’uomo. Il bambino portato al tempio da Maria e Giuseppe non è uno qualunque: egli viene indicato come «luce per illuminare i popoli e gloria di Israele». La sua vita diventa fin dall’inizio il criterio di vita per chi sceglie di seguirlo. 

Commento di don Giulio Fabris

Nella liturgia di questa domenica, un filo rosso unisce tutte le letture, ed è l’arrivo di qualcuno di molto importante. Il profeta Malachìa, nella prima lettura, annuncia l’ingresso del Signore nel suo tempio e la Lettera agli Ebrei quello del Figlio di Dio nella storia dell’uomo che, fattosi carne, libera l’uomo dal peccato. Questo prepara la strada al brano del vangelo. E’ narrato il celebre episodio della presentazione di Gesù al Tempio da parte di Maria e Giuseppe. Essi, come ogni devoto israelita, presentano il loro figlio al Tempio offrendo anche un sacrificio, come la legge prescrive. Al tempio incontreranno due personaggi, Simeone e la profetessa Anna, entrambi anziani, che riconosceranno nel bambino Gesù il Salvatore del mondo. Un uomo e una donna, Simeone e Anna, anziani e con gli occhi pieni di ciò che la vita ha riservato loro, eppure capaci ancora di attendere e di gioire per ciò che la stessa vita donerà loro. Leggi tutto »

II^ domenica del tempo ordinario

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Gen 182020
 

donmarioalbertiniIl Cristo servo, Agnello che salva e santifica. In Gesù trovano compimento sia la figura dell’agnello pasquale, che ricordava agli ebrei il passaggio liberante di Dio, sia la figura del ‘Servo del Signore’, che dona la sua vita per gli altri. 

Commento di don Mario  Albertini

“Io non lo conoscevo…”: per due volte Giovanni il Battezzatore dice così, riferendosi a Gesù. L’affermazione non era del tutto esatta, dal momento che i due erano parenti ed è più che probabile che si siano incontrati qualche volta. Ma in realtà egli non conosceva il vero essere di Gesù; aveva bisogno di una conoscenza più profonda, di un incontro che gli facesse comprendere il mistero di quell’uomo – e infatti soltanto dopo essere stato testimone della manifestazione divina nel battesimo (l’episodio lo abbiamo ricordato domenica scorsa) arriva a dire: questi è il Figlio di Dio. Ora sì lo cono­sce. Leggi tutto »

I^ domenica ordinaria – Battesimo del Signore

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Gen 112020
 

fotosearch_k1703685La missione del Figlio. Nella memoria del battesimo di Gesù la liturgia ci richiama al nostro battesimo: come è stato per Gesù, anche a noi, figli nel Figlio, è affidata dal Padre una missione di rivelazione e di liberazione.

Commento di don Mario Albertini

“si aprirono i cieli”. Al giorno d’oggi il cielo lo possiamo considerare un libro aperto, esplorato com’è da telescopi potentissimi e da satelliti e sonde artificiali. Ma la frase del vangelo significa tutt’altra cosa.  Il “cielo” di cui si parla non sta ad indicare lo spazio, dove lo sguardo si perde, ma significa la trascendenza di Dio, il fatto cioè che Dio non è misurabile né dai nostri strumenti né dalla nostra intelligenza. Ebbene: “i cieli si aprirono” vuol dire che questo Dio, infinitamente altro da noi, si è fatto presente a Gesù nella sua umanità e gli si è totalmente comunicato. Leggi tutto »