XXVIII^ DOMENICA ORDINARIA

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Ott 102020
 

Invitati degni del banchetto di Dio. La profezia di Isaia ci apre le porte sul banchetto festante che Dio prepara per ciascuno di noi, segno di salvezza e di unità per tutti i popoli. La parabola di Gesù, d’altra parte, ci ricorda che l’invito al banchetto chiede un impegno personale di conversione, per essere “degni” del dono ricevuto.

Commento di don Mario Albertini

L’immagine del pranzo di nozze è frequente nella Bibbia (v. prima lettura), e Gesù la riprende nella sua parabola. Ma in che cosa consiste? Certo il primo significato è quello del regno dei cieli, del paradiso. Ma potremo anche interpretare come invito a far parte della Chiesa, che è la famiglia di Dio; oppure anche alla comunione eucaristica. Ma nella sua verità ultima, che racchiude le interpretazioni date, il banchetto nuziale è simbolo dell’intimità con Dio, a cui Dio stesso ci chiama. Essere suoi commensali significa partecipare alla sua gioia, infatti il pranzo di nozze richiama subito l’idea della gioia. E che nella parabola si parli delle nozze del Figlio sta a dire che questa partecipazione e questa gioia vengono da Gesù; è l’incontro con Gesù che apre all’intimità con Dio. E intimità con Dio vuol dire accogliere il suo amore, e corrispondere. Leggi tutto »

XXVII^ DOMENICA ORDINARIA

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Ott 032020
 

 Custodi di un dono affinché porti frutto. Il popolo d’Israele è la vigna del Signore (Is 5), ma non ha portato i frutti sperati. La Chiesa, nuovo popolo d’Israele, deve farsi carico di questo dono d’amore, che trova in Gesù il proprio compimento, e portare i frutti sperati.

Commento di don Mario Albertini

   Anche Dio ha le sue delusioni. Adamo ed Eva sono stati i primi e deluderlo, ma poi lungo la storia quanti altri. La parabola evangelica è una sintesi della storia delle delusioni di Dio a motivo delle infedeltà del popolo da lui scelto, che non ascolta i suoi inviati, i profeti, e li maltratta e li uccide, e alla fine ucciderà anche il figlio, cioè Gesù stesso. Storia delle delusioni di Dio anche a motivo delle infedeltà, del rifiuto, dell’indifferenza di tanti, pure da parte nostra.  Leggi tutto »

XXVI^ DOMENICA ORDINARIA

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Set 262020
 

La giustizia di Dio chiede opere di conversione. Ciascuno di noi, in quanto credente, è chiamato ad una vera conversione, decidendosi, nei fatti, per Dio quale unico be- ne della propria vita. La liturgia ci invita ad affidarci alla giustizia di Dio, riconoscendoci peccatori bisognosi della misericordia del Padre.

Commento di don Mario Albertini

Di buone intenzioni, dice il proverbio, è lastricata la strada che porta all’inferno; non bastano le intenzioni, per quanto buone, ci vogliono i fatti per camminare sulla strada buona..  E’ questo il succo della breve parabola dei due figli. Non è difficile rispondere alla domanda di Gesù: quale dei due è obbediente. Anche se prima aveva detto “non ne ho voglia”, è il primo, perché l’obbedienza sta nei fatti, non nelle parole. Leggi tutto »

XXV^ DOMENICA ORDINARIA

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Set 192020
 

Al servizio dell’eccedente bontà di Dio. La liturgia della Parola ci invita a riconoscere la sovrabbondante bontà di Dio. Come cristiani siamo chiamati a metterci al servizio di questa bontà, senza preoccuparci del “compenso”, ma gioiosi per la chiamata di colui che è semplicemente «buono».

Commento di don Mario Albertini

Avremmo protestato anche noi, come quel tizio, per il modo di fare di quel datore di lavoro. Nella vita sociale e in particolare nei contratti di lavoro i rapporti devono essere regolati dalla cosiddetta giustizia distributiva; soprattutto in materia economica. Però la parabola insegna che ci sono ambiti che possono e devono essere caratterizzati dalla gratuità, per esempio l’amore, l’amicizia, la bontà. Questi ambiti escono dall’universo del calcolo, e formano quello del gratuito, cioè del voler bene e del fare il bene senza pretendere un corrispettivo. Gratis, appunto. E’ bello rendersi conto che quanto si fa per amore, è già una ricompensa. Leggi tutto »

XXIII^ DOMENICA ORDINARIA

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Set 052020
 

La Parola che fonda una comunità fraterna. La liturgia della Parola ci richiama alla responsabilità di ciascuno nei confronti del proprio fratello, affinché nella correzione, nel perdono e nell’aiuto reciproco viviamo in comunità l’universale volontà salvifica di Dio.

Commento di don Mario Albertini

 Non si è cristiani da soli, ma lo si è nella comunità dei cristiani. Certo il rapporto con Dio e con Gesù Cristo deve essere personale; è dall’intimo della mia coscienza che esprimo la mia fede, e nessuno può sostituirmi; è dal mio cuore che sale il mio grazie al Signore, è la mia coscienza che mi fa chiedere perdono perché i peccati sono miei. E tuttavia non si è cristiani da soli, occorre avere un vero rapporto con la comunità. Con quale comunità? Gesù ci dà la risposta con le parole che abbiamo ascoltato.

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