Sempre l’uomo ha desiderato vedere Dio; nei salmi questo desiderio diventa preghiera insistente, con invocazioni come queste: “Fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi” (Salmo 79); “il tuo volto, Signore, io cerco, non nascondermi il tuo volto” (Salmo 26); “Risplenda su di noi, Signor, la luce del tuo volto” (Salmo 4). E’ come chiedere: mostraci il tuo sguardo, il tuo volto sorridente, non guardarci soltanto da lontano …Leggi tutto »
PADRE – Modo diretto e affettuoso di rivolgersi a Dio. Non vengono aggiunti quei titoli che pure gli spettano: onnipotente, eterno, bontà infinita, giustizia infinita, eccetera; essi sono “dentro” alla parola Padre: il Padre è onnipotente nell’amore; il Padre è giustizia che agisce per giungere al perdono; eccetera. Ma per noi cristiani dire Padre significa molto di più: Gesù ci ha rivelato che Dio vive una relazione al suo interno: il dialogo trinitario tra il Padre e il Figlio nello Spirito Santo. Ora, se Gesù che è il Figlio ci permette e anzi ci comanda di chiamare Dio Padre così come lo chiama Lui nel mistero trinitario, significa che ci introduce in quel dialogo, in quel mistero. Dio Padre nostro è il Padre di Gesù! “Salgo al Padre mio e Pa dre vostro”.
Certo si tratta di due rapporti ben distinti, ma hanno una cor rispondenza: Dio è un Padre che ci è donato da Gesù, che ne è il Figlio eterno.
Rendiamoci conto della grandezza racchiusa in questa parola Padre, intesa nella luce del Vangelo. “E’ un nome troppo di menticato, troppo sconosciuto, ma è il solo dato a noi come conforto dallo stesso Figlio di Dio, l’unico che lo poteva dare” (così il Servo di Dio padre G. Rossetto).
Padre NOSTRO – Quel nostro esprime anzitutto un rapporto di affetto (come quando diciamo: mio padre, mia madre…) – ed è come se dicessimo: ricordati che ti siamo figli.
Ed è proprio riconoscendo che Dio è Padre nostro che com prendiamo noi stessi; è guardando a come Dio si comporta con noi che comprendiamo il nostro rapporto con lui. Egli si com porta da Padre ed è Padre, quindi noi siamo figli suoi.
Ma quel nostro ci mette anche in comunicazione con gli altri figli di Dio, cioè con i fratelli, amati dal Padre come sono amato io. Quindi la preghiera insegnataci da Gesù è non solo una preghiera filiale, ma anche una preghiera fraterna. Dobbiamo non solo pregare per i fratelli, ma anche con i fratelli… Ancora: quel nostro indica un’appartenenza, ma non esclu siva. Cioè non vuol dire: solo di noi che lo conosciamo in Cristo, e non invece degli altri… No: è Padre di tutti. Eppure noi lo possiamo dire nostro con maggiore consapevolezza, perché da Gesù abbiamo conosciuto il suo amore e vi crediamo.
Non stupisce che questa seconda intuizione abbia potuto incontrare difficoltà nel clima ecclesiastico del tempo, com’è stato per altre forme di vita consacrata secolare (i cosiddetti “Istituti Secolari”) che hanno dovuto fare i conti con una mentalità che, per lungo tempo, non le riteneva possibili. ….
Fondatore - DocumentiCommenti disabilitati su ‘ABBA’, ‘PADRE’: è il PADRE NOSTRO, in San Paolo
Gen112020
Avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abbà, Padre!” (Rom 8, 15).
“Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre” (Gal 4, 6).
Abbà, era l’espressione con la quale i bambini ebrei si rivolgevano al loro padre, che corrisponde al nostro ‘papà, nome con il quale è pensabile che anche Gesù si sia rivolto a Giuseppe. Il Padre Nostro centro della preghiera in Paolo. S. Paolo senza dubbio deve essersi molto nutrito e ispirato al Padre nostro. Lo esigono e lo rivelano la sua teologia e la sua spiritualità, oltre ad alcune ragioni esegetiche. Leggi tutto »
Fondatore - DocumentiCommenti disabilitati su Padre Rossetto e gli inizi del cammino missionario nella Diocesi di Vittorio Veneto
Ott192019
Nota introduttiva. Riprendiamo dal mensile “La Missione della Madonna e i suoi Servi”, del giugno 1985, alcuni estratti di un lungo articolo a firma di D. Bruno Barisan. L’articolo ha come titolo: “Protagonista del Movimento missionario nella diocesi di Vittorio Veneto”; ripercorre gli inizi ufficiali di tale cammino e l’opera in esso svolta da P. Gioachino M. Rossetto. Nel “Mese missionario straordinario” queste righe ci potranno aiutare per ringraziare quanti hanno posto le radici della missionarietà della nostra diocesi, e per sentirci tutti impegnati a continuarla attivamente.
Il 24 ottobre prossimo, Casa S. Raffaele ricorda i 90 anni della sua fondazione, come accenna D. Bruno verso la fine dell’articolo. P. Rossetto l’aveva chiamata “Casa Pater”; ma poi, per evitare difficoltà inerenti alla nuova spiritualità da lui testimoniata e trasmessa, il nome divenne “Casa S. Raffaele”, poiché nel 1929, e fino a qualche decennio fa, il 24 ottobre si celebrava la festa di quell’arcangelo. (don Egidio Menon)Leggi tutto »